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LE CAMPOSANTO
DI
MENTANA |
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L' opera astratta di Jacques Zwobada, iniziata durante il periodo benefico della sua vita con Antonia, raggiungerà il suo compimento nelle sculture e disegni degli anni di dolorosa solitudine. |
| Il Camposanto de Mentana riunirà, quando sarà ultimato, quasi tutte le sculture realizzate da Jacques Zwobada dopo la morte di Antonia secondo l'ordine e la destinazione prestabiliti al momento della loro nascita: una ricerca orfeica della sposa perduta, dopo aver varcato un portale che riconduce alle cattedrali con l'affermazione dell'asse principale ed agli inferi della mitologia con gli animali fantastici che lo sovrastano | |
| Si penetra in una navata di cipressi, allineati come
pilastri di una cattedrale il cui coro è costituito dalla natura. Ma ben più di un museo immaginario che raggruppa la quintessenza delle sue ultime opere, esso offre due prospettive che ne prolungano il piano. |
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| La prima, spettacolare, tesa verso l'al di là, è affine alla ricerca di Orfeo. La ricerca inizia con l'amplesso impossibile della "Cavalcata Notturna", s'inoltra fra una scultura e l'altra, attraversa l'illuminazione incandescente della Grande Verticale, per giungere alla serenità della "Coppia" Coppia finalmente riunita. Articolando la navata ed il braccio della croce, quest'ultima scultura che chiude la prima prospettiva ne induce una seconda, quasi intimista: quella della sua esistenza terrena. | |
| Circondato dai busti di Antonia e dei suoi amici - lari eternamente benevoli - è qui che egli ha scelto di riposare, nel silenzio di questo luogo che avrebbe voluto aprire sulle colline circostanti. | |
| Posta fra due cappelle che limitano il mausoleo, Jacques ha composto per lei la sua ultima sonata: un mosaico di otto metri. | |
| Ecco dunque qui riunite le tre fonti della sua ispirazione
così come egli stesso le ha definite: la forza dei sentimenti, la
musica, la natura.
Jean Letourneur |
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